TEMPO DI PRIMAVERA...TEMPO DI PROFILASSI ANTIALLERGICA, MA E' SEMPRE (ANCHE) TEMPO DI VACCINARSI!

SOMMARIO DI QUESTA STAGIONE:

1) E' PRIMAVERA, SVEGLIATEVI ALLERGIE...

2) UNA SCUOLA, UNA CLASSE AFFOLLATA: A VOLTE NON SONO SOLO LE IDEE A CIRCOLARE IN TESTA AI NOSTRI FIGLI…

E’ PRIMAVERA, SVEGLIATEVI ALLERGIE (E VIRUS VARI ED ASSORTITI…)

 

La bella stagione ci inonda di pollini: a volte il ritorno da una passeggiata in campagna o, semplicemente, da un parco in città è "funestato" da starnuti, tosse, pizzicori agli occhi ed alla gola, fino a quei puntini pruriginosi che ricoprono il viso ed ogni parte esposta del corpo: che fare e/o come prevenire?

 

Prevenire non è semplice, perchè è proprio il caso di dire che, se noi non andiamo incontro ai pollini (evitando i vialetti chiusi da fitte chiome verdi pronte a ricoprirci di una pioggia di fiorellini ) sono i pollini e quelle aeree infiorescenze a venirci incontro, sospinte da brezze primaverili ma anche da folate di vento e dai temporali di stagione che le disseminano per decine e centinaia di chilometri di distanza (ecco spiegate le allergie agli olivi ed alle altre piante che difficilmente troviamo in città, ma di cui è piena la penisola sorrentina).

 

Esistono profilassi efficaci a base di antiistaminici, vaccini specifici e - per chi li preferisse - anche rimedi omeopatici: ma andrebbero iniziati prima dell'incontro col polline e non quando tale incontro è già avvenuto....e allora parliamo di terapia: chi sa di essere sensibile alla natura in fiore (e non solo alla sua bellezza!) dovrebbe già avere a disposizione in casa, e magari in tasca quando esce, i farmaci del caso che sono, anche qui, gli antiistaminici e nelle situazioni più gravi (comparsa di una crisi asmatica o sensazione di soffocamento) anche cortisonici e broncodilatatori, in alcuni casi anche l'adrenalina...terapie da concordare in anticipo col proprio medico o meglio col proprio allergologo per avere uno schema quanto più possibile personalizzato ed esente da effetti collaterali e dai rischi di una dose di farmaco troppo alta o troppo bassa!

 

Chi è alle prese con i sintomi per la prima volta in vita sua è bene che ricorra al più vicino presidio medico (il pronto soccorso, in caso di difficoltà respiratoria) piuttosto che avventurarsi nel fai-da -te o nel sentito-dire dalla cognata o dalla vicina di casa...il rimedio potrebbe essere peggiore del male!

 

Va sempre bene, invece, lavare abbondantemente occhi e narici con soluzione fisiologica, sia prima che dopo il contatto col polline: aiutiamo così l'organismo a sbarazzarsi degli sgraditi intrusi, contro cui tenderebbe già di per se' a mettere in atto le sue procedure espulsive (starnuti e lacrimazione) che sono anch'esse poco gradevoli...

 

...ma la bella stagione porta anche , con l'aumento delle temperature, altri tipi di sgraditi intrusi: i virus che colonizzano le due grandi porte d'ingresso del nostro organismo. quella respiratoria (già compromessa dalle allergie del momento) con raffreddori, faringiti e tracheiti contro cui poco o nulla possono fare gli antibiotici (almeno all'inizio, quando non sono ancora subentrati i batteri a complicare e perpetuare la situazione) e quella intestinale, dove la flora batterica benefica (sua abituale coinquilina) è in una fase delicata di transizione e di cambiamento, a causa dell'inverno appena passato e degli attacchi sempre più violenti di germi "cattivi" di cui è pieno il cibo che mangiamo...e che ci vuole ad ingoiare una crema, un boccone di carne o un sorso di latte alterato da qualche grado di temperatura di troppo, con i primi caldi di stagione?

 

Servono, più che mai, le "famose" norme igieniche (che valgono sempre, non solo contro l'influenza A ...): lavarsi spesso le mani, dopo uno starnuto ed un colpo di tosse (trattenuto con la mano per ragioni di "bon ton" e di igiene ambientale) e prima di mangiare; usare i sacchetti refrigeranti per conservare gli alimenti freschi e deperibili nel percorso supermercato - casa (l'abitacolo dell'auto, sotto il sole e nel traffico, fa alzare di parecchi gradi la temperatura, a vantaggio dei germi ed a svantaggio nostro!) consumare più frutta e verdura di stagione (cioè fresca ed a "chilometri zero!") e dare spazio allo yoghurt che è un buon alleato della flora batterica intestinale "buona" contro quella "cattiva"!

 

 

 

UNA SCUOLA, UNA CLASSE AFFOLLATA: A VOLTE NON SONO SOLO LE IDEE A CIRCOLARE IN TESTA AI NOSTRI FIGLI…

 

 

 

I PIDOCCHI, QUESTI (S)CONOSCIUTI Prevenzione: si basa su prodotti repellenti, cioè con un odore sgradevole per il pidocchio (e, si spera, solo per lui) ma innocui per il cuoio capelluto del bambino: il capostipite di questa categoria è il Pre-Aftir spray, che va spruzzato all'attaccatura dei capelli (tempie, nuca, regione retroauricolare) ed eventualmente su colletti e baveri a stretto contatto con i capelli, al mattino per 7 giorni. Agisce solo per prevenire l'attecchimento dell'insetto sul cuoio capelluto, ma non è efficace se l' "invasione" è già avvenuta: va limitato ai casi in cui c'è stato qualche episodio conclamato nella stessa classe o nella stessa famiglia, previa accurata ispezione del capo per verificare se siamo ancora nella fase "pre".

 

Terapia: se il "fattaccio" è già avvenuto, che fare? E, soprattutto, come esserne sicuri?

 

Il pidocchio può essere avvistato tra i capelli, ma è molto mobile, più facile è trovarne le uova (o lendini) che appaiono come minuscole perline grigiastre e traslucide all'attaccatura dei capelli, a cui mamma-pidocchio le ha incollate con una sostanza molto tenace: perciò si differenziano dalle squamette della forfora, oltre per l'aspetto di perline e non di squame, proprio perchè, a differenza della forfora, non si staccano pettinando nè scuotendo la chioma...e causano intenso prurito, talvolta vere e proprie reazioni di irritazione del cuoio capelluto...e allora, che fare?

 

Ci sono molti prodotti curativi, dal vecchio "Cruzzy" al meno vecchio "Aftir gel", passando per il "Milice" ed altri prodotti più recenti ed innovativi come l'Hedrin, a base di silicone che crea una guaina di rivestimento, facendo così morire soffocato il pidocchio mentre capello e cuoio capelluto non ne risentono: vanno tutti bene contro il pidocchio (purchè questi, nel frattempo, non si sia "immunizzato" contro i prodotti più vecchi), ma non contro le uova che sono delle forme di "resistenza"...come dei piccoli bunker fortificati: ucciso il pidocchio, dopo sette giorni ci potremmo ritrovare a fare i conti con la nuova generazione, nata dalle uova sopravvissute...perciò io vi consiglio il vecchio ma ancora utile espediente dell'impacco di aceto caldo (metà acqua e metà aceto) da lasciare in posa sui capelli per 10-15 minuti, con un asciugamano avvolto sulla testa; poi passare un pettinino fitto per favorire lo "scollamento" e la rimozione delle uova, già parzialmente avvenuto per effetto dell'aceto; a questo punto si usa il gel o lo shampo medicato...ed il pidocchio è spacciato!

 

Ma...un momento: siamo sicuri che TUTTE le uova si siano scollate, o non è che qualcuna più tenace è sopravvissuta e si schiuderà tra sette giorni?

 

Ecco perchè è bene ripetere il trattamento dopo sette giorni, per intero: solo allora si schiuderanno eventuali uova residue, quindi è inutile "martirizzare" vostro figlio, i suoi capelli ed il suo cuoio capelluto prima di sette giorni dal precedente trattamento!

 

Semmai potete continuare ad applicare gli impacchi di acqua ed aceto per proseguire l'azione di scollamento delle uova superstiti, in attesa del successivo trattamento completo di lì a sette giorni…