TEMPO D'INVERNO...TEMPO DI VACCINAZIONI E MOLTO ALTRO ANCORA

SOMMARIO DI QUESTA STAGIONE:

1) AIUTO, L'INFLUENZA!

2) UNA SCUOLA, UNA CLASSE AFFOLLATA: A VOLTE NON SONO SOLO LE IDEE A CIRCOLARE IN TESTA AI NOSTRI FIGLI…

1) AIUTO, L'INFLUENZA!

PUNTUALE COME TUTTI GLI ANNI, RIECCO L’INFLUENZA!

 

NON FACCIAMOCI PRENDERE DAL PANICO

 

 

 

E’ PERICOLOSA?

 

Non più del solito; lo è di più – come sempre - per i soggetti predisposti, cioè quelle persone che hanno malattie croniche (diabete, asma, nefropatie, cardiopatie) e per le quali è prevista e consigliata la vaccinazione gratuita(tra ottobre e dicembre).

 

 

 

E’ CONTAGIOSA?

 

L’influenza stagionale è parente stretta delle influenze degli anni scorsi, contro cui siamo in parte protetti dal nostro sistema immunitario; può peraltro capitare che il nuovo ceppo differisca maggiormente da quello dello scorso anno, prendendo alla sprovvista il nostro sistema immunitario che ha bisogno di più tempo per “prendergli le misure”  ed intanto che ciò avviene ... ci ammaliamo!

 

QUALI SINTOMI FANNO PENSARE ALL’INFLUENZA?

 

I sintomi più significativi sono sempre gli stessi: febbre alta con brivido, tosse secca, dolori osteoarticolari, spesso mal di gola e mal di testa o diarrea o vomito.

 

Anche altri virus possono portare alcuni di questi sintomi, però in casi più sporadici e “diluiti” in tutti i mesi dell’anno, mentre l’influenza è a carattere di epidemia, quindi ... ci si ammala tutti insieme e sempre nel periodo tra gennaio e marzo!

 

 

 

SE MIO FIGLIO SI AMMALA, CHE DEVO FARE?

 

Valgono le “solite” regole dell’influenza stagionale: se  non ha malattie croniche che lo rendono “a rischio”, se respira, gioca e si comporta normalmente, se risponde bene ai comuni farmaci antipiretici (Tachipirina e simili), si può aspettare tranquillamente a casa propria il normale decorso della malattia, con uno sfebbramento atteso entro le prime 48 o 72 ore, tenendolo a letto, somministrandogli i comuni farmaci antipiretici che sono anche antidolorifici, dandogli da bere molti liquidi preferibilmente caldi e zuccherati ed alimentandolo con cibi leggeri e sostanziosi, di facile assunzione e digestione (il famoso brodo di verdure o di carne della nonna ...).

 

Ricordiamoci della convalescenza dopo lo sfebbramento: almeno 2 giorni di riposo a casa, e non meno di 7 giorni dall’inizio dei sintomi, prima di ... rimettersi in pista!

 

 

 

QUANDO MI DEVO PREOCCUPARE ...

 

E CHIAMARE IL MEDICO?

 

Già dopo le prime 24 ore, se il bimbo è nel primo anno di vita e continua ad avere vomito o diarrea o febbre resistente alla tachipirina.

 

Se il bimbo affanna o ha un brutto colorito (labbra livide) o un forte mal d’orecchio o una tosse persistente con dolore toracico: sono segni di possibili complicazioni batteriche.

 

Se il bimbo ha un comportamento “strano”, troppo diverso dal solito: è troppo abbattuto o troppo agitato, o piange e s’innervosisce senza motivo.

 

Se la febbre persiste elevata(39° o più) per più di tre giorni.

 

 

 

 

 

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

 

Il vaccino antiinfluenzale specifico rimane il principale baluardo contro la diffusione del virus influenzale a livello di collettività, ed il miglior modo per prevenirne le complicanze e gli esiti sfavorevoli nei soggetti “a rischio”(malati cronici e/o anziani).

 

 

 

TERAPIA: VIRUS E DINTORNI

 

Alla terapia, in primo luogo, pensa ... direttamente il nostro sistema immunitario: la più adeguata, efficace ed innocua delle terapie! Tutt’al più possiamo alleviare i sintomi correlati all’influenza (febbre, tosse, dolori osteoarticolari, vomito, diarrea) con i farmaci “sintomatici” che, sebbene non modifichino il decorso naturale della malattia, la rendono più sopportabile (in attesa della guarigione).

 

Altro caso è il ricorso ai “fatidici” antibiotici: non servono contro l’influenza perchè non possono attaccare il virus, ma attaccano ed uccidono i batteri che, grazie al virus che “distrae” e dirotta su di se’ le difese del nostro organismo, “trovano aperta la porta di casa nostra” e ... attaccano gola (tonsilliti), orecchie (otiti), bronchi e polmoni (bronco-polmoniti), cuore (miocarditi) fino a dare, nei casi più gravi, il “colpo di grazia” finale!

 

UNA SCUOLA, UNA CLASSE AFFOLLATA: A VOLTE NON SONO SOLO LE IDEE A CIRCOLARE IN TESTA AI NOSTRI FIGLI…

 

 

 

I PIDOCCHI, QUESTI (S)CONOSCIUTI Prevenzione: si basa su prodotti repellenti, cioè con un odore sgradevole per il pidocchio (e, si spera, solo per lui) ma innocui per il cuoio capelluto del bambino: il capostipite di questa categoria è il Pre-Aftir spray, che va spruzzato all'attaccatura dei capelli (tempie, nuca, regione retroauricolare) ed eventualmente su colletti e baveri a stretto contatto con i capelli, al mattino per 7 giorni. Agisce solo per prevenire l'attecchimento dell'insetto sul cuoio capelluto, ma non è efficace se l' "invasione" è già avvenuta: va limitato ai casi in cui c'è stato qualche episodio conclamato nella stessa classe o nella stessa famiglia, previa accurata ispezione del capo per verificare se siamo ancora nella fase "pre".

 

Terapia: se il "fattaccio" è già avvenuto, che fare? E, soprattutto, come esserne sicuri?

 

Il pidocchio può essere avvistato tra i capelli, ma è molto mobile, più facile è trovarne le uova (o lendini) che appaiono come minuscole perline grigiastre e traslucide all'attaccatura dei capelli, a cui mamma-pidocchio le ha incollate con una sostanza molto tenace: perciò si differenziano dalle squamette della forfora, oltre per l'aspetto di perline e non di squame, proprio perchè, a differenza della forfora, non si staccano pettinando nè scuotendo la chioma...e causano intenso prurito, talvolta vere e proprie reazioni di irritazione del cuoio capelluto...e allora, che fare?

 

Ci sono molti prodotti curativi, dal vecchio "Cruzzy" al meno vecchio "Aftir gel", passando per il "Milice" ed altri prodotti più recenti ed innovativi come l'Hedrin, a base di silicone che crea una guaina di rivestimento, facendo così morire soffocato il pidocchio mentre capello e cuoio capelluto non ne risentono: vanno tutti bene contro il pidocchio (purchè questi, nel frattempo, non si sia "immunizzato" contro i prodotti più vecchi), ma non contro le uova che sono delle forme di "resistenza"...come dei piccoli bunker fortificati: ucciso il pidocchio, dopo sette giorni ci potremmo ritrovare a fare i conti con la nuova generazione, nata dalle uova sopravvissute...perciò io vi consiglio il vecchio ma ancora utile espediente dell'impacco di aceto caldo (metà acqua e metà aceto) da lasciare in posa sui capelli per 10-15 minuti, con un asciugamano avvolto sulla testa; poi passare un pettinino fitto per favorire lo "scollamento" e la rimozione delle uova, già parzialmente avvenuto per effetto dell'aceto; a questo punto si usa il gel o lo shampo medicato...ed il pidocchio è spacciato!

 

Ma...un momento: siamo sicuri che TUTTE le uova si siano scollate, o non è che qualcuna più tenace è sopravvissuta e si schiuderà tra sette giorni?

 

Ecco perchè è bene ripetere il trattamento dopo sette giorni, per intero: solo allora si schiuderanno eventuali uova residue, quindi è inutile "martirizzare" vostro figlio, i suoi capelli ed il suo cuoio capelluto prima di sette giorni dal precedente trattamento!

 

Semmai potete continuare ad applicare gli impacchi di acqua ed aceto per proseguire l'azione di scollamento delle uova superstiti, in attesa del successivo trattamento completo di lì a sette giorni…